Francia

Lago di Annecy

Relitto Francia

Costruito a Zurigo dalla società Escher Wyss poi assemblato in un cantiere di Annecy, il Francia sarà l’ultima barca a vapore del lago, varata il 13 maggio 1909. Fatta di acciaio, lunga 47,5 metri e larga 12 metri, il Francia ha una capacità d’accoglienza di 700 persone. Equipaggiata con una macchina a vapore da 350 cavalli e di due ruote a pale, raggiunge la velocità di 12 nodi (ca. 24 km/h). I suoi due ponti, il grande salone, il suo fumaiolo e le sue due sale coperte fanno di lei una nave di classe. Fino agli anni 30, non cessa di navigare, soprattutto in estate. Affacciati dal suo ponte, tanta gente ricca si diverte. Il Francia ha il vento in poppa fino all’arrivo della seconda guerra mondiale che determina la fine delle sfarzose e raffinate serate. La milizia collaborazionista sequestra il Francia per trasformarlo in barca-prigione. Dopo la guerra, il Francia riprende la navigazione. A poco a poco però cede il passo allo sviluppo della tecnica automobilistica. I tempi sono cambiati. Nel 1962 ad ogni crociera, il Francia consuma più di una tonnellata di carbone, e ci si interroga sul suo destino. È destinato alla demolizione, ma la decisione non soddisfa gli anziani che protestano. Un’associazione in difesa del Francia si forma e lancia una sottoscrizione per trovare un nuovo acquirente.È il signor Bruel, direttore della società dei Bateaux-Mouches di Parigi, che riacquista il Francia per la somma di 2,8 milioni di centesimi. Riparata dagli anziani, la barca trova una seconda gioventù. Sprovvista però di certificato di navigazione, resta attraccata alla sua boa, nel bel mezzo della baia di Annecy. Tuttavia il 27 maggio 1965, il signor Bruel, sfidando l’illegalità, realizza il suo sogno: comandare lui stesso il Francia, per il primo ed ultimo giro del lago. La notte di venerdì 12 marzo 1971, il Francia è ancora attraccato alla sua boa, il mattino seguente scompare. Egli giace a 43 metri di profondità, con la poppa inserita nel fango. Cos’è avvenuto? Gli anziani inizialmente, la stampa locale poi, evocano molte ipotesi. Gli animi si surriscaldano. Alcuni affermano averla vista gelare, poco tempo prima. Pensano che la mancanza di manutenzione ed il gelo siano certamente responsabili di una crepa, sotto la linea di galleggiamento. Altri parlano anche di un eventuale sabotaggio. Ieri il Francia era l’orgoglio del lago, oggi é diventato quello dei subacquei.