Relitto JURA
Lago di Costanza – Venerdì 12 febbraio 1864, un fitto strato di nebbia copre tutto il bacino del lago di Costanza. A Romanshorn, la barca a vapore Jura non può partire a causa della cattiva visibilità sul lago. Scioglie gli ormeggi con 30 minuti di ritardo, prendono il largo a testa bassa.
A Costanza, la barca a vapore Stadt Zurigo lascia puntualmente l’imbarcadero alle 10.30 precise in direzione di Romanshorn.
Il capitano dello Stadt Zurigo, Jakob Blumer, si preoccupa non di vedere il suo omologo, il capitano
Martin Motz dello Jura, al loro punto di riunione abituale. Verso le 11.00, il capitano ed il secondo del vapore Stadt Zurigo sentono il suono della campana dello Jura attraverso la fitta nebbia. Immediatamente dello Stadt Zurigo, Josef Hornstein attiva la campana di nebbia. Il fischio a vapore echeggia in alternanza. Improvvisamente il vapore Stadt Zurigo emerge della nebbia. Il capitano dello Jura prova una
manovra disperata. Con tutte le sue forze vira il timone verso tribordo, ma la collisione è inevitabile. Lo Jura è urtato sulla prua a tribordo con un angolo di 15° dallo Stadt Zurigo. Uno squarcio di 3 metri si forma sotto la linea di galleggiamento.
Lo Jura affonda in quattro minuti. Durante la collisione, il marinaio Rupflin è proiettato fuori bordo e annega. Tutti gli altri passeggeri e membri d’equipaggio dello Jura riescono a salire a bordo dello Stadt Zurigo che li riporta sani e salvi a Romanshorn. Si deplora soltanto la morte del marinaio Rupflin. La collisione dei due vapori ha avuto luogo tra Munsterlingen e Landschlacht. L’indagine della polizia cantonale Turgoviese non rileva alcuna responsabilità. Il 16 giugno 1884, il pubblico ministero chiude il caso Jura. 
Il 25 settembre 1976, cioé 112 anni più tardi, dopo più di cinquanta immersioni d’indagini sistematiche, il relitto dello Jura è infine
scoperto da Hans Gerber di Bottighofen, ad una profondità di 38 metri. È possibile penetrare all’interno del relitto. Si distinguono chiaramente le bielle al centro del ponte, all’altezza delle ruote a pale. In occasione di queste numerose immersioni, molte parti sono scomparse: la campana, l’ancora, le scritte, il piccolo e grande camino, come pure gli uncini d’ingranaggio, rulli di carico, serrature, ecc.. Il relitto dello Jura è ancora ben conservato malgrado le frequenti immersioni abbiano lasciato traccia. Il relitto oggi é tutto colonizzato. Si può distinguere lo squarcio che ha causato il suo affondamento in occasione della collisione con lo Stadt Zurigo.

