Relitto M/C.Haven

Latitudine 44°22′18” Nord, longitudine 08°42′06” Est, golfo di Genova.

Cronaca dei fatti

La Haven fu varata nel 1973 dalla Amoco, lunga 320m, larga 50m e alta 48m, durante la guerra Iran-Iraq fu colpita da un missile nel Golfo Persico e a seguito di ciò, le riparazioni costarono ben cinque milioni di dollari. 11 aprile 1991, ore 12:40. Davanti al Porto Petroli di Genova Multedo, durante un’operazione di travaso di greggio tra una stiva e l’altra, si verifica un’esplosione a bordo. Tra i trentasei uomini di equipaggio, cinque sono i morti compreso il capitano.

12 aprile, si tenta di bloccare la chiazza di petrolio che fuoriesce dalla nave. Nel pomeriggio, il rimorchiatore Olanda aggancia la nave dal timone di poppa e inizia ad avvicinarla alla costa. 13 aprile, ore 09:35, durante questa operazione si stacca la prua, che affonda a -490 metri di profondità.

14 aprile, la nave è in fiamme da ormai 70 ore, mentre rimorchiatori e bettoline scaricano intorno alla Haven acqua e solvente, si avverte un forte boato seguito da altre esplosioni. Ore 10:05, la Haven affonda definitivamente. Nelle sue cisterne c’erano ancora 144 mila tonnellate di greggio, tante da produrre oltre 40 milioni di litri di benzina. Visti dal satellite, gli idrocarburi versati in mare tra l’11 e il 15 aprile di quel 1991 diedero origine a una chiazza che copriva una superficie di circa 54 kmq.

Oggi

La superpetroliera Haven è il relitto visitabile, più grande del Mar Mediterraneo, posato su un fondale di -80 metri (in assetto di navigazione) si trovano ancora 270 metri dei suoi 320 metri di lunghezza. Dal fondo si alza fino a -32 metri. Il castello e la parte poppiera sono le zone più belle e si trovano tra i -32 e i -54 metri. In pratica, il castello di poppa si può paragonare ad un edificio di otto piani, abitato da una gran quantità di pesci.

La qualità dell’acqua è ottima, trasparente ed invitante; perciò è opportuno controllare sempre la strumentazione e non distrarsi. La penetrazione nel relitto è possibile solo se qualificati ed attrezzati per farla. Sui soffitti c’è ancora presenza di greggio, tanto da consigliare un buon controllo dell’assetto.

Il relitto è imponente, molto abitato e colonizzato che merita più di un’immersione. In esso si trovano una grande quantità pesci stanziali e di passo, quali orate, ricciole, saraghi, tanute, anthias scorfani, gronghi, aragoste, borghe, murene, cernie, ecc. La vita incomincia sopra il tetto del castello di poppa, che si trova a -32 metri e continua fino sul fondo di -80 metri dove riposa l’elica. Per chi volesse visitarlo e consigliata una buona preparazione alla profondità visto che l’immersione si svolge comunque sotto i -32 metri.