giu
20

Ode al fiore azzurro

by

tratto da “Una casa nella sabbia” – 1999

Camminando verso il mare sulla prateria
— oggi è novembre —, tutto è ormai nato,
tutto ha statura, ondulazione, fragranza.
Erba dopo erba intenderò la terra,
a passo a passo, fino alla linea folle dell’oceano…

Camminando verso le schiume del Pacifico
a passo lento sopra l’erba bassa della primavera nascosta,
sembra — prima che la terra abbia il suo limite,
a cento metri dal più grande oceano —
che tutto sia delirio, germinazione e canto.

Le minuscole erbe son coronate d’oro,
raggi violetti vennero dalle piante arenose
e ad ogni piccola foglia ignorata
giunse un segnale di luna o di fuoco.
Vicino al mare, camminando, nel mese di novembre,
tra i pruneti che accolgono luce, fuoco e sale marini,
ho trovato un fiore azzurro nato nella compatta prateria.

Da dove, da che abisso estrai il tuo raggio azzurro?
La tua seta tremante, sottoterra,
si unisce al mare profondo?
Presi quel fiore tra le mani e lo guardai
come se il mare vivesse in una sola goccia,
come se nello scontro della terra e delle acque
un fiore sollevasse un piccolo stendardo
di fuoco azzurro, di pace irresistibile,
d’indomita purezza.

Categoria : Pablo Neruda