Aggiornato
14.08.2008


POESIE - RAINER MARIA RILKE


Rainer Maria Rilke

a cura di Gaetana Pulcini

 

Rainer Maria Rilke (1875-1926) poeta tedesco di origine austriaca, destinato alla carriera militare, si dedica alla letteratura e storia dell’arte, grazie all’esortazione materna, nel frattempo scrive novelle, ballate, drammi e saggi e recensioni: la sua prima raccolta poetica, “Vita e canti”, rinnegata poi dall'autore, rivela un giovane Rilke legato al decadentismo di fine secolo. Dal 1892 inizia a frequentare gli ambienti letterari di Praga, dove le nuove dimensioni del linguaggio scritto, da lui esplorate, eserciteranno un influsso determinante sulla poesia della prima metà del XX secolo europeo.
Spirito inquieto, viaggia per l’Europa e soggiorna in Russia, con Lou Andreas-Salomé che gli farà conoscere Tolstoj; in Francia dove lavora come segretario dell’artista Rodin, esperienza determinante per la sua formazione culturale, se pur con momenti di crisi e rottura.

Spesso vive della protezione e della generosità di amici, a causa delle difficoltà economiche estreme e proprio in uno di questi momenti, inizia a scrivere le “Elegie Duinesi” presso il castello della contessa Thurn und Taxis, a Duino (Trieste). Nel 1910 dopo una breve parentesi veneziana, dove frequenta l’attrice Eleonora Duse, naviga verso l’Egitto, Tunisia e Algeria. Dal 1919 trova stabile dimora in un piccolo castello a Muzot, nel Canton Vallese (Svizzera), qui termina le “Elegie duinesi”: raccolta poetica che racchiude i pensieri più intensi e sinceri sulla vita e sul mondo, risultato di uno stato di estro creativo, che egli battezza come "uragano dello spirito". Negli ultimi tre anni della sua vita, si dedica alle rime francesi e a traduzioni in tedesco, indebolito dalla leucemia muore nel sanatorio di Valmont (Svizzera).

Per meglio capire l’arte rilkiana, aiuta il ricco epistolario che lui stesso invia alla stampa, come parte integrante della sua opera, nel quale è presente la passione per i misteri della vita e della fede nella poesia, sentita come strumento del conoscere, di condivisione più intima con le realtà concrete. Attraverso la filosofia di Nietzsche, trasmessa dall'amica intima Salomé, Rilke riconosce la materialità avvilente dei comportamenti umani e, da qui cerca di riflettere acutamente sull’essenza delle cose e della natura.
La sua apprensione religiosa, la ricerca di ideali che diano un significato positivo al destino dell’intero universo, il voler raggiungere una finitezza classica nel verso e nella prosa, fanno di lui uno dei più grandi interpreti lirici della spiritualità dei nostri tempi, anche se appartiene al decadentismo europeo, per le sue capacità stilistiche e per il gusto ricercato della parola.

Qui il Dio di Rilke è panteistico, presente in tutte le cose, ma accanto a ciò esiste un’altra componente: l'uomo senza casa, ne patria, una creatura mancante delle certezze primarie e che per tale sua limitazione, soffre intensamente. Per questa ragione, nei suoi versi si assiste ad una drastica rottura con la purezza del cristianesimo occidentale, arrivando ad una interpretazione scientifica della verità tangibile. Egli si reputa un mediatore della grazia, non a caso dice:”per scrivere dieci buone righe di poesia bisognerebbe aspettare e raccogliere senso e dolcezza per tutta una lunga vita…perché i versi, al contrario di quel che si crede, non sono sentimenti…sono esperienze”. È una poesia che risveglia percorsi interiori, viaggi che lasciano immense aperture per essere semplicemente se stessi, Rilke amava dire: “Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo, anche la brezza sarà preziosa”.

 




HA SCRITTO

Con questo estuare
Vita caustrale
La loro voce
viene da lontano
Tardo autunno
a Venezia
Fluendo
I parchi
Annunzio di
primavera
La nascita
di Venere
Canto del mare
Veglia
Fanciulle

 

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