Aggiornato
14.08.2008


POESIE - GIOVANNI PASCOLI


Giovanni Pascoli

a cura di Gaetana Pulcini

 

Giovanni Pascoli (1855 - 1912), figura interessante del decadentismo europeo, definito da Luciano Anceschi “poeta cosmico“, influisce fortemente sulla letteratura italiana proprio per la particolare innovazione del suo linguaggio, affidato a parole che riproducono suoni oppure a immagini che celebrano emozioni: onesta presa di coscienza di una crisi della tradizione letteraria dell’epoca, di una condizione storica ed esistenziale da fuggire. Nella sua vita privata, egli è un personaggio malinconico, docile alle sofferenze della vita e alle ingiustizie della collettività, ma nonostante ciò, preserva un senso profondo di benevolenza e di fratellanza, riconoscendo alla poesia una solenne utilità morale e sociale.

Un artista attento al minimo mormorio, disposto ad accogliere e descrivere la semplicità, la purezza, l'innocenza. Il verso pascoliano è paragonabile ad un suono candido e al contempo ad una voce sommessa e stanca, espressione di un uomo a cui le parole non interessano, poiché il suo animo è rapito nella potenza generatrice. In tutte le sue evocazioni c'è la storia di un essere che riconosce una straordinaria e nostalgica tranquillità alla campagna, alla contemplazione del cielo stellato. Le stesse “Myricae”, raccolta di liriche pubblicate nel 1891, hanno come tema dominante la natura nei suoi momenti di più trepida mestizia, osservata con occhio attento ai particolari, amata con il suo alone di stupore che circonda paesaggi e li fa palpitare in un’atmosfera di sogno.

Il suo amore per quel mondo greco-latino, percepito nella sua totalità, come conoscenza dell’ignoto, è all’origine del suo “fanciullino”: una poetica capace di scoprire aspetti inediti del reale, che parla all’universo e scopre le relazioni sottili che vi sono tra gli oggetti, un poeta che ride e piange di sentimenti mai detti. Un pensiero frainteso da molti, ne ha determinato mode e fortune, i suoi stessi versi non dicono, ma sfiorano, ispirano. Per il poeta, tra le essenze del mondo reale non vi è superiorità, anche il più umile ha legittimità di valore, nella sua prosa vi è il piacere dell’ingenuità e della sensibilità infantile, che ogni uomo porta dentro di sé. Pascoli è il padre della “poesia frammentaria”, di una lirica non concepita ma scoperta, percepita, che necessita di una lingua spontanea e antiletteraria per potersi esprimere.

Fino a Carducci, l’arte poetica ha un suo canovaccio, una crescita rigorosa, un prima e un poi voluti dalla logica, mentre qui le rime mancano di un ordine narrativo e dialettico, sono senza dimensione, ma possiedono una vibrazione che si ripete ora più bassa ora più alta. Il decadente accetta l’impossibilità di conoscere il mondo fenomenico attraverso l’esperienza, la ragione, la scienza, e pensa che solo la poesia, per il suo carattere di intuizione incoerente e improvvisa, possa attingere il mistero. Essa diviene la forma più alta di conoscenza, l’atto vitale ineluttabile, generata come pura luce. Questo nuovo modo di sentire il componimento in versi, non si rivolge alla razionalità o al cuore del lettore, ma al suo inconscio, attirandolo ad una rapida condivisione dell’arcano.

Da ciò l'incapacità, che è stata osservata, di leggerla a voce alta e il bisogno di lasciarla quasi segreta nell'anima. Un grande maestro che riesce a rinnovare gli orizzonti del vivere umano, tutta la sua eccellenza è dedicata alle nostre orecchie, i suoi versi che continuano a sorprenderci e a insegnarci nuovi modi di sentire il soffio vitale, con il suo palpitare, accogliere, concedere, aspirare, fermarsi e riprendere il cammino. La poesia quando parla con le parole del quotidiano, come nel suo caso, non è entità così lontana. Un artista che può essere riassunto con i suoi stessi versi: “Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni “.

 




HA SCRITTO

La nave in secco
La procella
La Partenza
Il Pescatore
Il Vero
Calypso
Il remo confitto
La Zattera
La Conchiglia
Il Naufrago
Il Mendico
Il Ritorno
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Puffini dell'Adriatico
Notte dolorosa
Il Fiume
Il Mare
Rio Salto

Baia tranquilla
Dalla spiaggia
La Sirena

 

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