Aggiornato
11.02.2010


POESIE - ERNEST HEMINGWAY


Ernest Hemingway

a cura di Gaetana Pulcini

 

Ernest Miller Hemingway (1899-1961) romanziere e giornalista statunitense, colui che è chiamato il maestro dello story-telling (narratore puro), da molti stimato come l’esponente più rilevante degli scrittori della “generazione perduta”, pochi lo conoscono come poeta. Poesie scritte nei suoi viaggi o seduto in un bar.

Poesie che sono appunti di forti emozioni, un tramite per esprimere il suo spirito d’avventura e la sua sete di vivere. Non a caso gli elementi principali di molte sue opere sono il rischio, la vitalità, la sfida: sostantivi presenti nella natura. Nella sua massima “vivere intensamente e non puramente trascorrere i giorni” vi è in sintesi la sua filosofia di vita. L’avventura ha avuto, per Hemingway, un ruolo imperante già da ragazzo, quando seguiva il padre appassionato cacciatore e pescatore e, saranno proprio le sensazioni ed emozioni di quegli attimi, che rivivranno nei suoi primi racconti.

Non amato dai critici letterari del suo tempo, di lui Italo Calvino diceva: “Hemingway scrive a secco, non sbava quasi mai, non gonfia, ha i piedi per terra”, un giudizio che chiarisce la tecnica narrativa dell’autore, voce solitaria e lontana dai suoi contemporanei. Egli stesso dichiara di avere un debito verso lo scrittore Mark Twain, per averlo persuaso ad usare, nei suoi racconti, parole semplici, termini gergali, usuali nel linguaggio comune.

Il mare lo affascina a tal punto che nel 1952 viene pubblicato il romanzo "Il vecchio e il mare", grande successo editoriale che lo rivaluta anche davanti alla critica più maldicente e che, nel 1953, gli valse il premio Pulitzer e l’anno seguente il premio Nobel per la letteratura. La sua vita termina il 2 Luglio 1961, nella sua casa di Ketchum, in circostanze misteriose, quasi sicuramente suicida.

Ciò che affascina il lettore amante di Hemingway, è la sua narrazione fertile di viaggiatore, che lega la meraviglia del paesaggio agli orrori della storia e alle incognite del presente. Un modo di scrivere e immaginare, non per piacere al mercato dell’editoria dell’epoca, ma per il gusto di trasformare in cronaca, emozioni e turbamenti.

 




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