POESIE - EMILY DICKINSON
Emily Dickinson
a cura di Gaetana Pulcini
La presenza femminile nell’arte della poesia è alquanto infelice di nomi,
ma ci sono diamanti di rara bellezza da scoprire, leggere ed amare.
Una di questi è Emily Dickinson, nasce nel Massachusetts nel 1830,
molto del suo carattere traspare dalle circa duemila poesie scritte e dal suo enorme epistolario, che diventano l'unica forma di contatto con l'esterno.
Invero, dopo un’adolescenza priva di vicende rilevanti, verso i venticinque anni vive quasi in volontario isolamento, nonostante consideri le amicizie
il suo "vero tesoro inestimabile”. Non a caso nei suoi scritti è netta la sensazione di una vita vista dalla finestra; una donna in costante esame
del silenzio e a quel silenzio riuscì a dare corpo.
Il suo linguaggio semplice, essenziale, delicato e ricco d’immagini, non ebbe molti riconoscimenti nell’epoca in cui visse, dove si preferiva un linguaggio fiorito e conforme al momento storico. Ma nel corso dei secoli,
la critica letteraria spesso ha avvicinato il suo nome a quello dei grandi poeti del simbolismo e decadentismo europeo.E la sua notorietà postuma è
accentuata, oltre che dalla scelta della reclusione, altresì dalla mancata ricerca di una pubblicità letteraria. Fu incapace di conformarsi alle regole della società del tempo, non riuscendo ad accettare le rigide restrizioni che la religione imponeva.
I grandi temi della sua poetica sono l’amore per la natura in tutte le sue rivelazioni, lo stupore davanti ai mutamenti delle stagioni e ai fatti della vita quotidiana, anche se osservati nel ristretto ambito del suo giardino, i palpiti dell’animo irrequieto e le meditazioni sul mistero della vita e della morte. Lei stessa definisce i suoi versi “ la mia lettera al mondo che non ha mai scritto a me”. Dura, ironica e priva di rime, la sua poesia riproduce l’esperienza di una donna che si vota alla solitudine, facendone un provocatorio strumento di conoscenza e avvicinamento all’uomo.
Eugenio Montale, che molto la amò scrisse di lei: ” è il caso estremo di una vita scritta e non vissuta”. I suoi componimenti testimoniano la complessità, la ricchezza e l’intensità che si possono nascondere in una donna qualunque, che sceglie di non esibire mai, ciò che sa di essere e avere.