POESIE - JORGE LUIS BORGES
Jorge Luis Borges
a cura di Gaetana Pulcini
Jorge Luis Borges, scrittore e poeta argentino (1899-1986) riconosciuto dal mondo letterario come uno dei grandi intellettuali contemporanei di lingua spagnola. Il suo pensiero, ereditato in molti campi della cultura moderna, ha ispirato scrittori come Sciascia e Calvino in Italia, Cortazar in Argentina, Barth negli Stati Uniti. La sua fama ha persuaso cantautori come Guccini e Vecchioni; alla sua esistenza si è interessato il regista argentino Javier Torre, che nel 1999 dirige il film “Estela Canto, Um Amor de Borges".
Appartenente ad una famiglia di tradizioni anglosassoni, trascorre l’adolescenza in Svizzera e tra il 1919 e il 1923 vive l’esperienza avanguardista in Spagna, ma nel tempo si volgerà a dei versi più intimi e semplici, riscoprendo la sua patria e la poesia nascosta nelle piccole cose del quotidiano. Fu il prediletto di ogni edizione del Premio Nobel, ma l'Accademia di Stoccolma non lo premiò mai, preferendogli autori poco conosciuti. Per molti critici, la ragione va individuata nelle sue idee politiche, molto vicine a Juan Peron, senza mai esserne però un attivista.
In realtà fu proprio la sua eleganza intellettuale a tenerlo lontano dal populismo peronista, così come dall’ideologia marxista: la sua tempra è riassunta nella scritta in inglese antico, sulla parte inferiore della propria
lapide “Giammai con timore”. Negli ultimi anni della sua vita, se pur minato dalla cecità, ama viaggiare e parlare ai giovani, le opere di questo periodo, confermano la potenza evocativa del suo stile, sereno e raffinato. Nel 1980 riceve a Lugano il premio Balzan per la linguistica e critica letteraria.
Muore il 14 giugno 1986 a Ginevra, i suoi resti riposano nel cimitero di Plainpalais (nella parte sud di Ginevra). Dice il filosofo Fernando Savater: ”Borges ha sempre preferito le stanze in penombra”, riuscendo tuttavia ad esprimere la propria personalità, l’anima dell’intero universo, l’amore per la felicità esuberante e al tempo stesso consolatoria. Un uomo che sapeva essere felice e sognare, che accettava gli eventi dominati dal destino, facendone un obiettivo di arte e di vita.
Un poeta profondo, che pur di non lasciare la sua Buenos Aires, predilige trasportarla con la fantasia in tutti i mondi possibili e in quel modo rievoca passioni, viaggi, duelli, narra di paesaggi che spaziano dalla città alla campagna, parlando di gauchos e bicchieri di Mate. Nei suoi versi egli sembra vicino e al tempo stesso lontano, distante, tanto da diventare impenetrabile. Se vi interrogate perché un poeta si è deciso a scrivere, comprenderete la sua poesia, la quale appartiene agli uomini che si abbandonano alla vita, senza conquistarla, amandola anche per gli altri che credono di averla utilizzata o di poterla dissipare, senza mai essere capaci ad accenderla.
Leggendo Borges si ha la fortuna di ascoltare tutto ciò, salutando la vita reale, anche se per pochi istanti di sogno e, solo nel ricordo di quei versi l’oggi diventa sopportabile, quelle immagini eccelse, senza eguali, saranno solo nostre.