Aggiornato
11.02.2010


RACCONTI - FANTASY


Record di Inspiration

testo di Walter Mariani


"Domenica mattina, il sole splende. Una colazione abbondante e il notiziario del mattino privo delle solite disgrazie nel mondo, mi mettono di buon umore. Esco e mi metto in viaggio, poco meno di un'ora più tardi, sono sul posto. Acqua calma e trasparente. Intorno a me gli amici di sempre. Qualcuno festante, qualcun'altro serio ma tutti consapevoli dell'importanza dell'impegno che ci attende. Mi sento in forma, l'allenamento degli ultimi mesi mi ha giovato. Come sempre, in queste occasioni, la notte non ha portato un sonno profondo ma a tratti mi svegliavo e faticavo a riprendere a sognare.

Finalmente il momento è arrivato. Mi preparo. La vestizione della nuova muta idrocontenitiva, preparata apposta per l'occasione, mi fascia come una seconda pelle. Gli strati sovrapposti di tessuto, consentono alle serpentine di far circolare liquidi alla temperatura desiderata. Il problema più grave è la disidratazione e la variazione di temperatura. Scegliamo un posto isolato, per non destare troppa curiosità. La mancanza di una prova omologata, non permette di avvalersi dell'assistenza delle strutture pubbliche. I miei amici preparano il campo, a turno, si spingono sino al limite per verificare che sino lì, io non abbia problemi, da quel limite in poi, sarò solo. Attorno a me il silenzio, mi sono isolato dal resto del mondo, i rumori non arrivano a disturbare il ritmo della ventilazione. Accanto a me, Luca mi segnala che è pronto e attende la mia partenza per seguirmi sino al punto di non ritorno.

E' il momento, mi stacco dalla roccia alla quale ero appoggiato per concentrarmi e prepararmi all'emersione. Un colpo di pinna deciso e parto. Aumento progressivamente la velocità e la luce diventa più intensa man mano che mi avvicino alla superficie. Luca, accanto a me, tiene bene il passo ma fa segno che a quel ritmo si fermerà prima del limite. Non posso rallentare. Non lo guardo più e mi concentro sul lavoro delle gambe e dei reni. Spingo senza variare velocità, non posso permettermi di bruciare più energie di quanto abbia preventivato. Eccola.......arriva.......

Uno schiaffo violento dell'aria sul viso, il calore del sole mi colpisce e mi annebbia per un istante la vista. La spinta della velocità impressa sott'acqua, mi ha fatto compiere un salto di due metri sulla bianca spiaggia della barriera corallina. Sono fuori dall'acqua, devo rimanere concentrato e non perdere di vista l'obiettivo. Sdraiato sulla sabbia rovente, mi sento protetto dalla muta idrocontenitiva. Mi trascino sulle braccia, qui sulla sabbia, le mie pinne non mi aiutano ad avanzare. Con le unghie mi aggrappo ad ogni asperità e mi trascino più avanti e più in alto. L'ultimo record è stato di 6 metri distanti dall'acqua e 1 di altezza sul livello del mare. L'anno precedente, Inspiration ha conquistato il primato riportando gravi danni permanenti, oggi è tra i miei amici a darmi consigli e infondere coraggio. Sul terreno, il mio corpo sembra diventato molto più pesante, ho perso la fluidità dei movimenti e mi accorgo che sto faticando.

Vado avanti, devo farcela, una bracciata dopo l'altra e dopo soli 2 minuti, un tempo interminabile, supero i 6 metri del record precedente. Non senza fatica, pianto nella sabbia bianca un rametto di corallo rosso, visibile dall'acqua, a testimonianza del superamento del limite e nuovo record. Non è finita. Ora devo tornare in acqua, sento la temperatura del corpo salire, mi gira la testa e mi fanno male le braccia. A 3 metri dall'acqua, mi fermo, il cuore batte forte, la pinna caudale brucia e sul resto del corpo, la muta fatica a mantenere la temperatura. Ho paura. Mi tornano in mente migliaia di episodi passati che si sovrappongono in frazioni di secondo. In un angolo del cervello una voce mi urla di non mollare, di tirare con le braccia. E' così difficile. Il caldo del sole intorpidisce le membra e mi induce a un torpore ingannevole. Voglia di dormire, abbandonarmi e dormire al sole.

Nooooooooo! farlo vuol dire morte certa, devo reagire, la vista fa strani scherzi, ho l'impressione che dall'acqua mi stiano osservando. Possibile che i miei amici abbiano sfidato gli abissi e siano risaliti sino alla superficie ad attendermi? Il solo pensiero di far rischiare anche la loro vita mi da più energia. Attingo alle riserve e riprendo a trascinarmi verso l'acqua. Sento formicolii in tutto il corpo, il livello di CO2 sale pericolosamente, le labbra si spaccano e ho paura a passarci sopra la lingua. Paura di aprire la bocca e seccare le fauci. Devo tenere dentro l'umidità residua. A un metro dall'acqua, le braccia sono ormai legnose, non reagiscono e non ho più forza per trascinarmi. Ho raggiunto e superato il record precedente di Inspiration ma non sono in grado di portare a termine l'impresa. Il mio fallimento, verrà ricordato come un'impresa sconsiderata e pericolosa. Eppure, io non sono così, mi sono preparato con coscienza e non posso mollare, non devo mollare.

Un ultimo sguardo verso l'acqua e vedo appena sotto la superficie, le sagome dei corpi dei miei amici. Quanto mi mancano. Uno di loro che fa? Mi pare stia roteando sul suo asse di beccheggio. Ma certo, è un suggerimento, come ho fatto a non pensarci. Il percorso di ritorno verso l'acqua non è pianeggiante, ma in discesa, ho fatto fatica a fare il record perchè andavo in salita, allora basta che mi metta di traverso e mi lasci rotolare, così arriverò in acqua facendo meno fatica. Sarà valido lo stesso il record? Il regolamento non parla di percorso costante o no limits con deviazioni o tecniche che non prevedano, il lavoro di braccia. Che importa, tanto non è omologato e comunque ne parleranno tutti. Mi metto di traverso, allungo le braccia davanti a me e mi lascio rotolare. Secondi che sembrano ore e alla fine il tonfo in acqua.

Un momento di stordimento, dilato le branchie e inspiro a pieni polmoni. Ci metto qualche minuto a riprendermi totalmente e intorno a me il caos. Lo schiocco dei colpi di pinna sulla superficie dell'acqua dei miei amici, si ode a distanza e fa accorrere curiosi da ogni dove. Sono vivo. Sono vivo e sono riuscito a superare il record precedente. Dopo le pinnate dei miei amici sulle spalle, ci affacciamo alla superficie e guardiamo il rametto di corallo. Evviva, è a quasi 3 metri sul livello dell'acqua, anche il record di altitudine è vinto!! Con gli amici delfini, marlin e tritoni, saltiamo sino a sfiancarci. La festa dura tutto il pomeriggio e all'imbrunire torno, da solo, verso il fondo, alla mia grotta. La Tridacna da camera mi attende, mi sdraio sulla morbida e vischiosa coperta e cerco di trovare la pace di un sonno ristoratore."

 




RACCONTI

 

Copyright © 2005 - 360° Ticino Diving